
I BOLZANINI SONO DIVERSI DAGLI ALTRI ?!?!
MAFIOPOLI A BOLZANO ???
INTERROGAZIONE AL CONSIGLIO PROVINCIALE BOLZANO
In data 03.09.2003 la ditta Contex di Bolzano ha partecipato alla gara d’appalto per misure di prevenzione incendi denominata 22.02 “Brand Uni” relativamente alla Libera Università di Bolzano nuova sede di Bressanone.
La ditta Contex in oggetto, benché avesse un prezzo di fornitura e posa pari a € 76.419,52 e si trovasse in concorrenza con la ditta SVT ( in quanto altre 7 non si presentarono e 1 fu esclusa), la quale aveva un prezzo molto superiore pari ad € 94.084,00 (circa + 40%), perse la gara in quanto il punteggio assegnato per la SVT stravolse di fatto il principio dell’economicità.
SI INTERROGA LA GIUNTA
Ø Chi era la commissione ?
Ø con quale ragione giustificò la scelta ?
Ø con quale criterio furono assegnati dei punteggi che inficiarono l’offerta di fatto più vantaggiosa ?
Ø perché fu usato il sistema di punteggio che offrì alla SVT il massimo previsto dalla legge?
Ø La ditta assegnataria dei lavori e quindi la SVT ha ottenuto varianti aggiuntive rispetto al prezzo di offerta e di contratto ?
Ø Richiedesi copia delle fatture emesse dalla ditta SVT a fronte del lavoro eseguito.
Ø Richiedesi copia dei certificati di prova dei materiali impiegati dalla ditta SVT.
Ø Richiedesi copia delle dichiarazioni di conformità dei material impiegati dalla ditta SVT.
Ø Richiedesi copia delle dichiarazioni di conformità dell’inserimento del prodotto secondo la modalità prescritta dal fornitore a regola d’arte, rilasciate dalla ditta SVT.
Bolzano 16.02.2007
Il Consigliere Provinciale Unitalia
Donato seppi
http://www.unitalia-movimento.it/mozioni-interrogazioni.dhtml?t=i
MAGISTROPOLI
La moglie lo ha querelato affermando di essere stata picchiata durante un litigio
Giudice denunciato per percosse. Il procuratore Tarfusser ha trasferito gli incartamenti, per competenza, a Trieste.
BOLZANO – 23 novembre 2007 - Un noto magistrato bolzanino in servizio da anni nel comparto penale è stato denunciato dalla moglie per percosse. La querela, decisa nell'ambito di una drammatica quanto difficile separazione coniugale (chiesta dalla donna), è finita sul tavolo del procuratore capo della Repubblica Cuno Tarfusser che ha inviato gli atti, per competenza, alla Procura della Repubblica di Trieste. Tutti i procedimenti penali riguardanti magistrati altoatesini devono essere trattati nella città giuliana.
La vicenda ha creato un certo scalpore negli ambienti forensi altoatesini. La clamorosa denuncia è stata depositata dalla donna poco prima della scorsa estate. Per il momento il magistrato, che lavora nell'ambito del comparto giudicante penale, è rimasto al suo posto.
Ovviamente saranno i magistrati triestini a dover valutare la fondatezza delle accuse contenute nell'atto di querela della donna. Solo dopo un'eventuale condanna penale definitiva il giudice potrebbe essere oggetto di provvedimenti di carattere disciplinare su iniziativa del Consiglio superiore della magistratura. Per il magistrato in questione, comunque, la vicenda è solo alle prime battute. Bocche cucite in Procura della Repubblica. L'intero incartamento depositato dalla moglie a sostegno della querela è stato visionato solo formalmente. Preso atto che nella vicenda era coinvolto un magistrato bolzanino il procuratore ha agito nell'unico modo previsto dalle disposizioni di legge: inviando cioè gli atti per competenza a Trieste.
L'episodio violento nei confronti della donna (che ha denunciato di essere stata picchiata) si inquadra in una separazione coniugale molto difficile e tesa. E' quanto ha confermato lo stesso avvocato Benedetto Costantino, titolare di uno dei più rinomati e apprezzati studi legali di Padova, a cui la moglie del magistrato si è rivolta per ottenere una adeguata assistenza legale. Il professionista padovano ha semplicemente confermato il deposito della querela per percosse. Non ha voluto rilasciare altre dichiarazioni se non ammettere che l'intera vicenda per la sua assistita (che sta affrontando ora la separazione coniugale) ha toccato momenti ed episodi realmente pesanti e drammatici. Ricordiamo che il reato di percosse è perseguito dal codice penale all'articolo 581: è la forma più lieve di attentato all'incolumità personale per schiaffi, pugni e calci. La persona inquisita per questo reato rischia sino a 6 mesi di reclusione.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Giudice-denunciato-per-percosse/1883813