
I BOLZANINI SONO DIVERSI DAGLI ALTRI ?!?!
di Antonio Giangrande
(Inchiesta basata su atti pubblici e/o di pubblico dominio. Le fonti sono lincate).
SPRECHI
Inchiesta Sprechi: Bolzano, l'aeroporto resta vuoto.
Di Paolo Cagnan su “L’Espresso”. Il nuovo terminal è stato inaugurato ed è costato sei milioni di euro. Ma l'unica linea aerea che lo usava sta fallendo. E così è destinato a rimanere un fantasma. Pagato dai contribuenti. Nuovo, sfavillante terminal di Bolzano era stato inaugurato ed era costato sei milioni di euro. Ora si guarderà allo specchio a tempo indeterminato: perché l'unica compagnia che serve l'aeroporto, la Air Alps, è a un passo dal fallimento. E per quanto la Provincia autonoma si sia affrettata a dire che una soluzione si troverà, all'orizzonte si profila un flop senza appelli. La Gazzetta ufficiale ha appena pubblicato il decreto di cassa integrazione dei 44 dipendenti italiani della compagnia quando i voli su Bolzano, Roma, Parma e Salerno restano a terra. Nessuna spiegazione. Sino al 2009, a finanziare l'Air Alps era stato il gotha dell'economia altoatesina, convinto che una terra ricca come l'Alto Adige non potesse fare a meno di un aeroporto. Ma non aveva messo nel conto l'ostracismo di una parte consistente della popolazione, né il diniego dell'Enac all'allungamento della pista, fondamentale per non limitarsi ai Fairchild Dornier da 32 posti e fare atterrare anche velivoli da 80 passeggeri. Gli imprenditori avevano gettato la spugna, ma non la Provincia di Bolzano, che nell'Air Alps ha sinora riversato 4,4 milioni di euro: soldi pubblici gettati al vento. Non i soli: nel conto c'è infatti da mettere anche il milione e mezzo di euro sborsato dalla Regione Trentino-Alto Adige. «A questo punto chiediamo l'intervento della Corte dei conti», dice il consigliere provinciale dei Verdi Riccardo Dello Sbarba, «che già nel 2008 aveva intimato alla Provincia di dismettere le sue quote e uscire dalla società». La Air Alps è un vettore austriaco. Fuggita a gambe levate la cordata altoatesina, nel 2009 la maggioranza della società (il 78 per cento) era stata rilevata dalla Welcome Air, a sua volta controllata dal Lions Air Group di Zurigo. Il resto del pacchetto azionario è tutto italiano, con il 16 per cento della Bzs Holding del re dello speck Franz Senfter, il 4 per cento della Sta (una controllata della Provincia) e il 2% della Regione. E adesso? Revoca della licenza di volo in Austria, stato d'insolvenza manifesto, cassa integrazione per il personale: la fine sembra segnata. A provocarla, dicono gli addetti ai lavori, mancati investimenti e scelte strategiche controverse, come un servizio di aeroambulanze che avrebbe reso molto meno del dovuto. Certo è che la crisi di Air Alps si abbatte in pieno sull'aeroporto di Bolzano: da oggi, niente più voli di linea. Qualche jet privato (soprattutto russo, verso le piste da sci dolomitiche) e gli aerei da turismo: ecco cosa resterà. La Airport Bolzano Dolomiti (Abd) che gestisce il piccolo scalo è una società in-house della Provincia, che ha sinora speso qualcosa come 45 milioni di euro. L'aeroporto dovrà formalmente restare aperto: uno scalo-fantasma. A rischiare il posto, ora, è anche il personale di terra. Il Ceo di Welcome Air, Sabine Mertens, ufficialmente nega la criticità della situazione, ma gli aerei sono tutti fermi a Innsbruck in Tirolo mentre il governatore altoatesino Durnwalder ?€“ al quale erano state consegnate 28 mila firme contro l'ampliamento dello scalo - parla già di una nuova gara per cercare altre compagnie e coprire almeno i collegamenti con Roma e Vienna. Peccato che la concessione con Air Alps scada soltanto a novembre. Così l'Italia delle piste bonsai, inutili e pagate dai contribuenti, potrebbe presto perdere un altro pezzo. Bolzano resta collegata a Roma solo attraverso l'aeroporto di Verona-Villafranca; ma anche qui, i guai non mancano. Dopo l'addio del presidente Fabio Bortolazzi, poco prima di Natale aveva lasciato la Catullo Spa anche il direttore generale Massimo Soppani, «preso atto del nuovo indirizzo strategico della società». Ai due viene imputato il buco di bilancio (19 milioni di euro previsti per il 2011) e il disastro gestionale della consorella, l'aeroporto di Brescia-Montichiari i cui sprechi erano stati denunciati dall'Espresso solo alcune settimane fa. Quest'ultimo, un pozzo senza fondo con qualche volo postale e poco più, avrebbe dovuto ospitare tre nuove compagnie cargo, ma non se n'é vista neppure una e ora si pensa ad una "bad company" per scorporare il ramo secco. Quanto al "Catullo", che pure nel 2011 ha registrato un aumento dei passeggeri del 12% (quasi 3,4 milioni), il bubbone è scoppiato per il contratto (per molti capestro) siglato con Ryanair, che da solo produce una perdita di due-tre milioni d'euro l'anno.
MAFIOPOLI A BOLZANO ???
‘NDRANGHETA. C'è un colonnello dei carabinieri tra le persone fermate giovedì 2 dicembre 2010 da guardia di finanza e carabinieri per l'esecuzione di una ottantina di provvedimenti disposti dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Si tratta di Luigi Verde, di 57 anni, in servizio a Bolzano. A confermare la notizia il comando generale dell’arma dei carabinieri. Le accuse per tutti i fermati, a vario titolo, vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso, all’estorsione, traffico di droga e altro. Sono in corso sequestri di beni, per la maggior parte concentrati nel Lazio, del valore di 200 milioni di euro.
ARMI ED ESPLOSIVO - Nell'abitazione a Bolzano del colonnello Verde sono state trovate, secondo quanto hanno riferito investigatori e inquirenti, armi da guerra ed esplosivo. L'ufficiale, secondo quanto è emerso dalle indagini, avrebbe svolto un ruolo, in particolare, nei trasporti di droga. L'organizzazione criminale faceva capo alle cosche Muto e Chirillo della 'ndrangheta ed aveva la sua base operativa a Cetraro (Cosenza), il paese della costa tirrenica base operativa di Muto, definito «il re del pesce». Alle persone contro le quali sono stati emessi i provvedimenti di fermo viene contestata l'associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata al traffico di droga ed armi. L'operazione è stata condotta, oltre che in Calabria ed in Trentino Alto Adige, in Emilia e Veneto. (fonte: Ansa)
INTERROGAZIONE AL CONSIGLIO PROVINCIALE BOLZANO
In data 03.09.2003 la ditta Contex di Bolzano ha partecipato alla gara d’appalto per misure di prevenzione incendi denominata 22.02 “Brand Uni” relativamente alla Libera Università di Bolzano nuova sede di Bressanone.
La ditta Contex in oggetto, benché avesse un prezzo di fornitura e posa pari a € 76.419,52 e si trovasse in concorrenza con la ditta SVT ( in quanto altre 7 non si presentarono e 1 fu esclusa), la quale aveva un prezzo molto superiore pari ad € 94.084,00 (circa + 40%), perse la gara in quanto il punteggio assegnato per la SVT stravolse di fatto il principio dell’economicità.
SI INTERROGA LA GIUNTA
Ø Chi era la commissione ?
Ø con quale ragione giustificò la scelta ?
Ø con quale criterio furono assegnati dei punteggi che inficiarono l’offerta di fatto più vantaggiosa ?
Ø perché fu usato il sistema di punteggio che offrì alla SVT il massimo previsto dalla legge?
Ø La ditta assegnataria dei lavori e quindi la SVT ha ottenuto varianti aggiuntive rispetto al prezzo di offerta e di contratto ?
Ø Richiedesi copia delle fatture emesse dalla ditta SVT a fronte del lavoro eseguito.
Ø Richiedesi copia dei certificati di prova dei materiali impiegati dalla ditta SVT.
Ø Richiedesi copia delle dichiarazioni di conformità dei material impiegati dalla ditta SVT.
Ø Richiedesi copia delle dichiarazioni di conformità dell’inserimento del prodotto secondo la modalità prescritta dal fornitore a regola d’arte, rilasciate dalla ditta SVT.
Bolzano 16.02.2007
Il Consigliere Provinciale Unitalia
Donato seppi
http://www.unitalia-movimento.it/mozioni-interrogazioni.dhtml?t=i
MAGISTROPOLI
La moglie lo ha querelato affermando di essere stata picchiata durante un litigio
Giudice denunciato per percosse. Il procuratore Tarfusser ha trasferito gli incartamenti, per competenza, a Trieste.
Un noto magistrato bolzanino in servizio da anni nel comparto penale è stato denunciato dalla moglie per percosse. La querela, decisa nell'ambito di una drammatica quanto difficile separazione coniugale (chiesta dalla donna), è finita sul tavolo del procuratore capo della Repubblica Cuno Tarfusser che ha inviato gli atti, per competenza, alla Procura della Repubblica di Trieste. Tutti i procedimenti penali riguardanti magistrati altoatesini devono essere trattati nella città giuliana.
La vicenda ha creato un certo scalpore negli ambienti forensi altoatesini. La clamorosa denuncia è stata depositata dalla donna poco prima della scorsa estate. Per il momento il magistrato, che lavora nell'ambito del comparto giudicante penale, è rimasto al suo posto.
Ovviamente saranno i magistrati triestini a dover valutare la fondatezza delle accuse contenute nell'atto di querela della donna. Solo dopo un'eventuale condanna penale definitiva il giudice potrebbe essere oggetto di provvedimenti di carattere disciplinare su iniziativa del Consiglio superiore della magistratura. Per il magistrato in questione, comunque, la vicenda è solo alle prime battute. Bocche cucite in Procura della Repubblica. L'intero incartamento depositato dalla moglie a sostegno della querela è stato visionato solo formalmente. Preso atto che nella vicenda era coinvolto un magistrato bolzanino il procuratore ha agito nell'unico modo previsto dalle disposizioni di legge: inviando cioè gli atti per competenza a Trieste.
L'episodio violento nei confronti della donna (che ha denunciato di essere stata picchiata) si inquadra in una separazione coniugale molto difficile e tesa. E' quanto ha confermato lo stesso avvocato Benedetto Costantino, titolare di uno dei più rinomati e apprezzati studi legali di Padova, a cui la moglie del magistrato si è rivolta per ottenere una adeguata assistenza legale. Il professionista padovano ha semplicemente confermato il deposito della querela per percosse. Non ha voluto rilasciare altre dichiarazioni se non ammettere che l'intera vicenda per la sua assistita (che sta affrontando ora la separazione coniugale) ha toccato momenti ed episodi realmente pesanti e drammatici. Ricordiamo che il reato di percosse è perseguito dal codice penale all'articolo 581: è la forma più lieve di attentato all'incolumità personale per schiaffi, pugni e calci. La persona inquisita per questo reato rischia sino a 6 mesi di reclusione.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Giudice-denunciato-per-percosse/1883813