I COSENTINI SONO DIVERSI DAGLI ALTRI ?!?!

di Antonio Giangrande

(Inchiesta basata su atti pubblici e/o di pubblico dominio. Le fonti sono lincate).

 


INGIUSTIZIOPOLI

COSENZA: IL CASO MASALA

Sono uomini bagnati. Con il freddo nelle ossa, per sempre. "Sa come si dice dalle mie partì? Chi è stato bruciato dall’acqua calda ha paura dell’acqua fredda". Le "parti" di Francesco Masala sono la Calabria e una stanza muta dove ha soggiornato per dieci armi, scontando una pena più lunga (16 anni) per un omicidio compiuto da un altro, un criminale con tanto di pedigree.

Lui, Masala, nel novembre del 1985 era un ragazzo che sei mesi prima aveva messo un mattone nella costruzione del suo futuro, prendendo la Maturità. Quel mattone divenne cemento, a destra, sinistra, sopra, sotto. Una porta blindata era il diversivo di quest’orizzonte negato. Non sono storie di denaro, ma sono storie d’amore. Francesco Masala era un ragazzino, dunque. E il futuro già dietro le spalle. Lei sapeva che Francesco era innocente, il suo Francesco, che cresceva e restava un bell’uomo, un metro e 85, spalle larghe, viso dolce, occhi inarcati e castani, capello lungo, barba che va e viene. Lei c’è anche oggi, 23 anni dopo. E mo, cosentino come i protagonisti, che da vent’anni ha "questo tarlo: far capire ai giudici che Francesco è innocente". Quella sera di novembre aveva la colpa di essere sul marciapiede di piazza Kennedy accanto a Sergio Palmieri, impiegato comunale.

Si riparavano dalla pioggia. Un killer conosciuto e sanguinario freddò Palmieri, due colpi precisi. Molti i testimoni, nessuno fece il nome dell’assassino. I poliziotti torchiarono un coetaneo e conoscente di Masala, finché non gli fecero ammettere di aver visto sparare l’amico. Il "falso" testimone affermerà 23 anni dopo: "Non ho mai detto di aver visto Masala con la pistola in mano. Lo interpretarono gli inquirenti".

Vi furono dubbi, una prima scarcerazione di un anno, nel 1989 (e Masala fu chiamato al servizio di leva!). Indefesso, il procuratore generale fece ricorso e la Cassazione lo accolse, rispedendo il calabrese in carcere. Il presidente della Suprema Corte era Corrado Carnevale, quello che semmai scarcerava i mafiosi. Il tarlo rode ancora l’avvocato: "Il processo di revisione è cominciato otto anni fa, a Salerno. Le procure sono oberate di carichi, e dilatano nel tempo la conclusione di un processo che deve certificare un loro errore. E per la causa civile serviranno altri dieci anni". Questo succede: l’Italia è lo Stato maggiormente sanzionato dalla Corte europea. I capi d’accusa di Strasburgo: lentezza nei processi e nei risarcimenti. Masala oggi è sposato e fa il manovale in una ditta di telefoni. Ha una figlia, "volevo che sapesse che sono innocente".

Fonte: L’Unità, 5 gennaio 2009

http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&task=view&id=2771&Itemid=29


SANITOPOLI

COSENZA, ARRESTATI 70 FALSI INFERMIERI IN STRUTTURE PUBBLICHE E PRIVATE

Operazione dei carabinieri del Nas. Titoli di studio falsificati e venduti a 10mila euro. Indagine anche sui test d'ammissione alla facoltà di medicina alla Cattolica di Roma. Spesso erano coinvolti in sala operatoria e in delicate mansioni. Altri ancora avevano fatto carriera diventando caposala.

COSENZA – 10 dicembre 2008 -  I carabinieri del Nas di Cosenza hanno arrestato 70 falsi infermieri, impiegati presso strutture pubbliche e private della Regione Calabria. Secondo quanto accertato dagli investigatori, avrebbero acquistato da un'organizzazione criminale falsi diplomi di "infermiere professionale" riuscendo così ad inserirsi nel mondo del lavoro ospedaliero nonostante fossero del tutto privi di conoscenze mediche.

I finti infermieri erano spesso coinvolti anche in sala operatoria e in altre delicate mansioni. Altri ancora avevano anche fatto carriera diventando caposala. Secondo quanto appurato dagli investigatori coordinati dalla procura di Cosenza, l'organizzazione falsificava, in maniera impeccabile, i titoli di studio vendendoli per somme che variavano tra 8 e 10mila euro. E garantiva anche stage truffa insegnando a misurare la pressione arteriosa, medicare e prelevare sangue. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati anche beni mobili e immobili del valore di 20 milioni di euro, pari a quanto indebitamente percepito nel tempo dagli arrestati.

Parallelamente, gli inquirenti stanno valutando un altro filone investigativo legato alla cessione, sempre da parte della stessa organizzazione di test d'ingresso per la facoltà di Medicina durante la selezione dei mesi passati all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Tra gli arrestati, infatti, c'è anche un funzionario dell'ateneo che forniva in anticipo agli studenti le risposte ai test d'accesso ai corsi di medicina e scienze infermieristiche della facoltà, favorendo l'ingresso a cinque studenti di cui uno è destinatario di una misura cautelare.

http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/cronaca/infermieri-arrestati/infermieri-arrestati/infermieri-arrestati.html


 PARENTOPOLI AL FORO COSENTINO

Cosenza: Angela Napoli di An ha chiesto un'ispezione ministeriale. Morrone è d'accordo: «Fare luce su strani episodi»

COSENZA - 18 GEN. 2008 - Angela Napoli, chiede un'ispezione ministeriale presso il tribunale di Cosenza. Dopo il servizio del settimanale "L'Espresso", che si è occupato della questione parentele nel palazzo di Giustizia cosentino. La deputata di An, componente della commissione nazionale antimafia, con una specifica interpellanza, chiede al ministro della Giustizia, di mandare gli ispettori al tribunale di Cosenza, per accertare se vi sia o meno l'ipotizzata "parentopoli" ovvero l'intreccio di parentele fra magistrati, politici e imputati, situazione che avrebbe condizionato vari processi penali e civili. Si sollecita, dunque, un'ispezione "per accertare l'esistenza di situazioni di potenziali incompatibilità a carico di magistrati in servizio presso
quel tribunale".[...]

http://www.regione.calabria.it/?module=rassegna&action=view_articolo&id=129101


TRUFFE ALL'INPS

98 FALSI BRACCIANTI: 6 MILIONI DI EURO DI DANNO ALL'INPS

COSENZA – 10 luglio 2007 - Dalle prime ore di questa mattina è in corso in Calabria e Campania una maxi operazione dei carabinieri per l'esecuzione di sessanta ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip distrettuale di Catanzaro su richiesta della Dda nei confronti di numerosi esponenti della 'ndrangheta che gestivano i rapporti economici e sociali del territorio. Indagato anche il capogruppo dell'Udeur al Consiglio regionale della Calabria, Franco La Rupa per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio.

Durante l'inchiesta, i carabinieri del Ros di Catanzaro e della sezione di Cosenza, hanno scoperto anche una truffa ai danni dell' Inps e un patto politico-elettorale tra la cosca Forestano e un candidato alle elezioni regionali del 2005.

Gli indagati avevano organizzato un'attività che prevedeva, secondo i carabinieri, la riscossione dall'Inps di indennità per falsi braccianti agricoli per un valore pari a sei milioni di euro.

http://www.nntp.it/discussioni-giustizia/461905-truffa-all-inps-per-6-milioni-di-euro.html


AMMINISTRATOPOLI

(ANSA) - COSENZA, 31 OTT. 2006 - Il sindaco di Cosenza e due consiglieri regionali della Calabria sono tra gli indagati nell'inchiesta sulla Tesi. In tutto sono 21 le persone coinvolte nell'inchiesta sulla società mista pubblico-privata. L'ipotesi e' l'associazione a delinquere e truffa.

Salvatore Perugini, primo cittadino di Cosenza, è indagato come ex componente del Consiglio di sorveglianza della Tesi. I 2 consiglieri sono, Antonio Acri (Ds), 64 anni e Mario Maiolo (Margherita), di 43.

http://www.wuz.it/Home/AnsaNews/tabid/65/newsid/16176/Default.aspx