I PISTOIESI SONO DIVERSI DAGLI ALTRI ?!?!

di Antonio Giangrande

(Inchiesta basata su atti pubblici e/o di pubblico dominio. Le fonti sono lincate).


ABUSI SUI BAMBINI

BAMBINI SEVIZIATI ALL'ASILO NIDO, CHI SONO GLI ORCHI?

Le maestre violente, i genitori che non hanno denunciato o la magistratura che non è intervenuta ?!?

Hanno fatto il giro di tutta Italia le immagini video shock delle due maestre dell'asilo nido di Pistoia riprese di nascosto da una telecamera che le mostra, mentre maltrattano e picchiano i piccoli bambini dell'asilo nido.

Infatti, a seguito delle denunce di alcune mamme dei bimbi in questione, la Squadra Mobile aveva messo delle telecamere nascoste ed ecco le macabre immagini video: piccoli picchiati, schiaffeggiati, costretti a mangiare a forza. E poi un bambino che vomita, la titolare della struttura, che gli rifila due schiaffi facendo cadere il piccolo bimbo sul suo stesso vomito. Un bambino colpito con schiaffi sulla testa, una bambina tirata dai capelli e costretta a ingurgitare la pappa e poi picchiata con un giocattolo (un camioncino dei pompieri). E ancora: un bimbo piange seduto su una sedia, la maestra lo prende per il polso, lo solleva da terra e lo picchia. È la violenza in presa diretta, con le sequenze registrate dalle telecamere nascoste prima del blitz della squadra mobile all’asilo nido «Cip Ciop» di Pistoia. Il video è stato trasmesso in esclusiva dal Tg 1 del 2 dicembre 2009.

"Lei sembrava essere una maestra severa, ma niente che facesse pensare a questa crudeltà. Mercoledì mattina alle 9.30 ho portato la mia bambina all'asilo, poi quando alle 13.00 sono andata a riprenderla, l'asilo era assediato da poliziotti e giornalisti e non sapevo cosa fosse successo: questo proprio perché ero totalmente incredula". Così a "Domenica cinque" su Canale 5 del 6 dicembre 2009, i genitori di Alice, la bambina di 14 mesi più colpita dalla violenza della maestra dell'asilo hanno parlato dell'asilo lager di Pistoia. "Voci di corridoio non confermate - hanno aggiunto - dicono che sono diversi anni che succede che questa signora maltratti i bambini? Alice adesso non mangia con il cucchiaino, non vuole né seggiolone né piatto; lei deve mangiare dalle sue mani e dalle miei mani lo fa con molta diffidenza. Sono costretta a darle il latte, nonostante sia allergica, perché non prende niente di solido. Il mio primo istinto è stato quello di andare dalla maestra e imboccarla con la stessa metodologia che ha usato con mia figlia. Mi appello alla giustizia, che faccia il suo corso, mentre io e mio marito, come genitori, daremo l'apporto psicologico a nostra figlia e ci metteremo a disposizione della magistratura, affinché abbiano tutti i capi d'accusa possibile. I bambini devono essere tutelati, sempre. Io ho smesso di piangere e voglio combattere per mandare queste due persone in carcere". «Quello non era un asilo, era un lager», singhiozza senza freni Angela. Il filmato nitido restituisce le immagini di sua figlia Alice di 14 mesi mentre viene afferrata per i capelli con una tale violenza che il seggiolone si solleva. Con la testa reclinata all’indietro la direttrice della scuola Laura Scuderi la ingozza di cibo premendo poi il bavaglino sul viso per non farla sputare. «Quella donna è una bestia — ripete come una litania — e alle mamme che pensano che la polizia abbia fatto un errore dico che prima di parlare devono guardare le immagini. Quella è violenza pura, altro che scossoni o scappellotti». I bambini, racconta, venivano costretti a pranzare alle dieci del mattino. Se la piccola si ribellava erano schiaffi. E nel resto della giornata nè cibo, nè acqua. «Solo adesso riesco a spiegarmi perché mia figlia è terrorizzata tutte le volte che vede un cucchiaino e provo a darle da mangiare». Quando la bambina arrivava a casa era affamata e assetata ma «come potevo immaginare tutto questo?». Adesso a quelle due donne augura tutto il male del mondo, «tutto quello che hanno fatto patire ai piccoli che non potevano difendersi». Alice frequentava quella scuola dal costo di 300 euro al mese, da meno di un anno. Di giochi e altre attività, nell’asilo che ha solo il nome a misura di bambino, nessuna traccia. «Si vede benissimo dai filmati — racconta Angela — I bambini venivano lasciati inermi, abbandonati a loro stessi o terrorizzati».

Ma tutto ciò poteva essere evitato: dall’intervento della magistratura, ovvero dalle denunce dei genitori.

Una madre intervistata da Videonews ha accusato le istituzioni di aver lasciato cadere nel vuoto una denuncia presentata da lei e da altre madri 5 anni prima, dopo aver scoperto che la maestra afferrava la sua bambina per le mascelle e la obbligava con il cucchiaino a ingoiare la pappa. «Nessuno ha alzato un dito», ha detto. «Se c'è stata una denuncia, non è stata certamente presentata alla polizia», precisa il capo della squadra mobile Antonio Fusco: «La nostra indagine è partita in agosto dalla segnalazione di un collega che aveva raccolto delle voci.

Siamo stati noi a chiamare le madri e le maestre che lo avevano sconsigliato di iscrivere il suo bambino al Cip Ciop, e ci siamo fatti spiegare. Alcune mamme ci hanno raccontato di braccine slogate e di bernoccoli, e della decisione di togliere i loro figli dall´asilo. Ma nessuna aveva presentato denuncia, pensando che sarebbe stata la loro parola contro quella della maestra. Soltanto una ne aveva parlato con una psichiatra».

Un padre, rappresentante delle forze dell’ordine, e una madre che lavora nell’ambito della sanità, sono stati i primi a farsi delle domande di fronte al figlio che, dopo l’ingresso al nido, si era come trasformato. «Qualcuno — racconta  il padre — mi ha anche detto che ero pazzo a mandare mio figlio lì, con tutto quello che si diceva in giro. Ma io non volevo credere a quelle che mi sembravano solo voci infondate». Dopo il primo anno però qualcosa è cambiato. «Il bambino non era più lo stesso», racconta la madre. «Che qualcosa non andasse per il verso giusto ce ne siamo accorti dopo. A sei mesi il bambino è troppo piccolo per parlare ma a un anno e mezzo riesce a farsi capire meglio». Il suo disagio si esprime con la rabbia e la paura: «Non ne voleva sapere di andare in quella scuola e quando si trovava di fronte soprattutto alcune insegnanti era ancora più nervoso del solito, come impaurito». La maestra Laura, dice ora il padre, aveva un atteggiamento sempre un po’ aggressivo verso i piccoli «ma pensavo si trattasse solo di un fatto caratteriale, non ho mai pensato ci potesse essere qualcosa di più». Il piccolo diventa sempre più irascibile. «Quando tornava a casa era aggressivo — continua la madre — sembrava avere pochissimi stimoli e io avevo la netta impressione che da quando andava a scuola avesse fatto più passi indietro che avanti». Per qualche tempo la madre si è posta il problema che quell’atteggiamento dipendesse dal fatto che il piccolo non frequentasse assiduamente la scuola. «Utilizzavo il nido più che altro come un baby parking. Lo portavo a giorni alterni e non sempre rimaneva a pranzo. Avevo anche chiesto alle insegnanti se ci fossero problemi ma loro hanno sempre negato».

Qualcuno racconta anche che in quell’asilo era vietato giocare, che i bambini non potevano avvicinarsi ai giochi perché altrimenti li sporcavano. Voci certo, ma sempre più insistenti. Come quelle che raccontano di maltrattamenti. Una madre che va a prendere il figlio e lo trova da solo, tutto sporco in un angolo del giardino. Nessuno le ha saputo spiegare perché fosse lì, ha detto alla polizia. E poi il bambino con la spalla lussata, quello che torna a casa con i lividi. «Certe notizie facevano in un attimo il giro della città, Pistoia è piccola ». Le risposte delle maestre erano sempre le stesse: si sono fatti male giocando, si sa i bambini.... Una, due, troppe volte. Quando un medico al pronto soccorso dice che una lussazione può essere stata provocata solo da un adulto, non da un bambino, i dubbi diventano sospetti. Troppi gli indizi e tutti nella stessa direzione. Il tarlo comincia a rodere la mente di quel genitore che vede il figlio chiudersi sempre più in se stesso. Alla fine di agosto l’uomo fa una prima segnalazione alla questura.

La sezione minori della squadra mobile inizia a mettere insieme i puzzle di questa terribile storia. Gli investigatori iniziano a cercare i genitori dei bambini, soprattutto quelli che avevano abbandonato la scuola. Ci sono anche quattro ex insegnanti tra i testimoni che puntano il dito contro la titolare della scuola. Sono loro a raccontare di aver abbandonato il campo perché in disaccordo con i metodi educativi. Si va a ritroso nel tempo. Alcuni genitori raccontano di bambini che smettono di mangiare e dormire. Bambini che troppe volte tornano a casa con arrossamenti e lividi. Qualcuno torna a casa e racconta che «la maestra ha picchiato un bambino» o che la maestra li ha lasciati al buio. Non è stato facile capire che c’era qualcosa di più dietro quei capricci per non andare a scuola, spiega il padre che ha denunciato. Con i bambini un insetto si può trasformare in un gigante. Ma nessuno poteva neppure lontanamente immaginare quel film dell’orrore. Dieci giorni fa la procura fa piazzare le telecamere, solo video, nessuna voce. Per questo tipo di reato non sono consentite le intercettazioni. Le maestre non sanno che finiscono «in diretta» negli uffici della squadra mobile con le violenze e i toni bruschi che fanno a pugni con i sorrisi e i pianti dei bambini. I genitori che hanno fatto la prima segnalazione adesso si sentono sollevati, anche se il loro piccolo è ormai lontano. «Speriamo che queste cose non accadano più — dicono adesso — speriamo che la nostra denuncia serva ad aiutare altri». Per gli altri genitori solo pochi consigli: «Controllate sempre i bambini, parlate con loro, anche se sono piccoli. E quando li affidate a qualcuno ogni tanto non dimenticate un blitz a sorpresa».

http://www.agi.it/cronaca/notizie/200912061619-cro-rt10034-asilo_pistoia_parlano_i_genitori

http://www.ilgiornale.it/interni/difendere_o_no_cattive_maestre/07-12-2009/articolo-id=405048-page=0-comments=1  

http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2009/3-dicembre-2009/li-mio-figlio-aveva-paura-cosi-partita-inchiesta-1602099706120.shtml

http://firenze.repubblica.it/dettaglio/Violenze-a-Pistoia:-telecamere-in-tutti-gli-asili/1798356?ref=rephp