I REGGIANI SONO DIVERSI DAGLI ALTRI ?!?

di Antonio Giangrande

(Inchiesta basata su atti pubblici e/o di pubblico dominio. Le fonti sono lincate).

 


MALAGIUSTIZIA

Anna Giulia, “rapita” per amore.

Anna Giulia era stata prelevata dai genitori venerdì 16 luglio 2010 in una casa vacanze gestita dalle suore del Cenacolo Francescano di Reggio Emilia a Marina di Massa, in Versilia. Appena due giorni prima, la bambina aveva compiuto cinque anni. Il tribunale per i Minorenni di Bologna aveva sospeso la potestà genitoriale il 7 agosto 2008, affidando la bambina ai servizi sociali. Già il 5 marzo scorso, durante un incontro protetto con la figlioletta a Reggio Emilia, i genitori avevano distratto un’assistente sociale e avevano preso la piccola, fuggendo verso la Slovenia. Quattro giorni dopo, grazie anche a una lunga trattativa con la nonna paterna, la squadra Mobile reggiana aveva rintracciato i fuggitivi e li aveva raggiunti a Rabuiese (Trieste).

Ma la vicenda non era conclusa. Il 5 aprile il padre e la madre della bimba si erano incatenati davanti al Colosseo, a Roma, raccontando poi la loro storia alle telecamere della trasmissione di Raitre “Chi l’ha visto?”. E il 3 maggio Massimiliano Camparini e Gilda Fontana avevano scritto una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiedendogli un aiuto per cercare di risolvere la situazione. Infine, il 16 luglio, i genitori si erano presentati nella casa di San Francesco a Marina di Massa, dove Anna Giulia era ospite per le vacanze estive, e l’avevano prelevata. Il loro legale dal primo momento aveva detto che genitori e figlia stavano bene assieme e che la bimba era «serena e felice». Sulle loro tracce si erano subito messi i carabinieri di Massa Carrara e la questura di Reggio Emilia.

Il legale aveva diffuso una dichiarazione dei genitori: «Continueremo a stare dove stiamo», avevano fatto sapere padre e madre, aggiungendo che la «superficialità degli interventi» del sottosegretario Carlo Giovanardi, del presidente del tribunale per i Minorenni di Bologna, Maurizio Millo (che si erano detti «disponibili» a valutare la vicenda, ma solo dopo la «liberazione» della bimba), della tutrice, Sabrina Tagliati, dei familiari, dei politici e avvocati «che non hanno nulla a che fare con la loro vicenda», li aveva convinti sempre di più «di avere scelto la strada migliore e di continuare a stare lontano da questa giustizia». Proprio di «malagiustizia» ha parlato più volte l’avvocato Miraglia, sostenendo tra l’altro che non erano vecchi problemi di tossicodipendenza dei genitori, in particolare del padre, ad aver allontanato la bimba dai genitori, ma presunte «condizioni fatiscenti» del loro alloggio. Lunedì 26 luglio, si è svolta davanti al tribunale per i Minori di Bologna, nella centrale via del Pratello, una manifestazione promossa da alcune associazioni di genitori che vivono situazioni analoghe a quelle dei Camparini. In questi due anni, tra l’altro, più volte la nonna materna, Liana Cartinazzi, aveva chiesto di poter avere la custodia di Anna Giulia (la donna aveva già cresciuto il primo figlio di Gilda, oggi maggiorenne), ma i servizi sociali reggiani hanno dato una risposta negativa.

SPARATORIA IN TRIBUNALE: MORTI E FERITI

Continuano intanto le polemiche per quella che e' stata definita una tragedia annunciata, viste le denunce presentate per maltrattamenti e minacce dalla donna, che da dieci mesi viveva nel centro antiviolenza "Casa delle Donne" di Reggio Emilia. Nell'udienza di ieri, aveva intenzione di chiedere l'affidamento delle figlie, che erano presenti in tribunale e hanno assistito alla tragedia….Resta in primo piano il problema della sicurezza nei tribunali, e il perché quella pistola sia riuscita ad arrivare in aula. "E' inammissibile che chiunque possa entrare armato in un ufficio pubblico e attentare alla vita dei cittadini e delle persone che in quegli ambienti operano e lavorano" - commenta Paola Morga, della Funzione Pubblica Cgil.

http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2010/07/28/AMMYIRuD-amore_giulia_rapita.shtml

http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2617861.html?ref=hpsbdx4