POLLICA

OMICIDI DI STATO

Per non dimenticare………

Angelo Vassallo è stato lasciato solo; il sindaco di Pollica (Salerno) si sentiva abbandonato dalle forze dell'ordine nella sua lotta alla criminalità.

Il 7 settembre 2010, il giorno dopo la brutale esecuzione del primo cittadino del paesino del salernitano, sono queste le parole che da più parti si sentono ripetere. Il primo a formulare queste accuse è proprio il fratello della vittima, Claudio Vassallo, che ai microfoni di SkyTG24 apre nuovi scenari sulla morte del sindaco.

"Mio fratello, prima di essere ammazzato, mi aveva detto che personaggi delle forze dell’ordine erano in combutta con personaggi poco raccomandabili. Ci sono delle lettere scritte sia al comando provinciale, sia al comando centrale a Roma senza alcuna risposta" dichiara. E aggiunge: "Mio fratello è stato lasciato solo, abbandonato. Le piste da seguire secondo me sono o gli interessi sul porto o i problemi che ci sono stati questa estate con la droga ad Acciaroli. Lui ha chiesto aiuto alle forze dell’ordine e non glielo hanno dato".

Claudio Vassallo non è l'unico a sostenere questa tesi. Il consigliere comunale e amico del sindaco, Domenico Palladino, sostiene infatti che poche settimane prima, dopo ferragosto, Angelo Vassallo si era esposto in prima persona in un'azione di contrasto nei confronti di alcuni spacciatori di droga che stavano cercando di conquistare la piazza di Acciaroli per lo spaccio di cocaina e hashish. E ricorda anche come il sindaco si sentisse lasciato solo dalle forze dell'ordine.

"Aveva minacciato di denunciarli - ricorda Palladino - se li avesse rivisti all'opera e intimò loro di lasciare il paese e tornarsene da dove erano venuti. Si tratta di personaggi che vengono da fuori ed è impensabile che i carabinieri di qua non li abbiano mai fermati. E' ora - conclude Palladino - che ci sia un ricambio ai vertici del locale comando dei Carabinieri come dallo stesso Vassallo richiesto per anni".

E il paese, sotto choc, si mobilita. Subito dopo aver appreso la notizia, i negozianti del posto avevano dato vita ad una spontanea serrata in segno di lutto per la morte del loro amato sindaco. E la rabbia dei cittadini di Pollica, ma non solo, si scatena anche sul web. Non appena appresa la notizia della morte del loro sindaco, numerose persone hanno deciso di aprire su Facebook pagine e gruppi di solidarietà.

Tantissimi i messaggi, come questo di Anna: “Grazie sindaco per quello che hai fatto per Acciaroli e per il Cilento...ora spero che le tue idee di legalità e di rispetto del bene comune possano viaggiare sulle gambe di qualcun altro. Come diceva Falcone "Ognuno deve fare la sua parte,... per grande o piccola che sia": la tua morte testimonia che hai saputo tenere fede a questo impegno fino in fondo”.  Un sindaco, Angelo Vassallo, amato dalla sua comunità, come testimonia un altro messaggio: “Splendida persona che faceva gli interessi della comunità la sinistra sempre più povera la politica sempre più sporca”.

http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/09/07/angelo_vassallo_omicidio_sindaco_pollica_fratello_lasciato_solo.html


SARNO

A Sarno, dove la pioggia ti toglie ancora il sonno.

Se n'erano accorti i Borboni che, nel 1837, avevano messo al lavoro i loro migliori ingegneri per creare un sistema di canalizzazione, i famosi 'Regi Lagni'. Ci vollero ben ventitrè anni per portare a termine quest'opera titanica: 150 km tra lagni - cioè rivoli - vasche, canali principali e minori destinati a 'imbrigliare' l'acqua che rifluiva dalle montagne, utile per irrigare i campi ma pericolosa se non controllata. Ma ne è passato del tempo, dal 1860. Decenni e decenni di incurie hanno reso inservibile la maggior parte dei canali. Speculazione, illegalità e abusi hanno fatto il resto.

Su una cosa a Sarno sono tutti d’accordo, sindaco e cittadini: la paura. La pioggia insistente qui toglie il sonno, dopo che il 5 maggio 1998 un'alluvione causò la morte di 160 persone. Due milioni di metri cubi di fango scesero dalla montagna alla velocità di 60 chilometri orari e investirono i centri abitati di Sarno, Siano, Braciliano e Quindici.

Dopo anni dopo la paura non è passata. Ma il disastro non è bastato a cancellare le cattive abitudini. Nel ’98 a Sarno le case costruite nelle aree a rischio idrogeologico, spesso grazie a condoni e sanatorie, furono le trappole in cui morirono decine di persone. E oggi? "Dopo l’alluvione si è continuato a costruire abusivamente in zone ad alto rischio, ignorando la legge – denuncia il fascicolo di Legambiente, che fa un censimento preciso. A pochi giorni dalla tragedia sono iniziati i lavori di una casa abusiva a qualche metro da Masseria Lanzara, in località Foce. Altre case sono sorte in piena zona rossa, come sotto il Vallone Santa Lucia o nelle località di Perillo, Piscina e Torregatto, dove i terreni in quel momento costavano poco e le case rurali che avevano ottenuto i permessi sono diventate ville".

Per gli interventi di messa in sicurezza sono già stati spesi 800 milioni di euro. "Serviti per i canali e le vasche di contenimento, una colata di cemento di dubbia utilità. Sarebbe costato meno spostare le costruzioni in pericolo e investire sulla manutenzione della montagna e dei corsi d’acqua", contesta il presidente di Legambiente Campania.

Nella Frazione di Lavorate manca la messa in sicurezza. "I lavori sono fermi, ci dicono che le risorse sono finite – denuncia Maria Palmigiano, dei Comitati riuniti –. Le piogge hanno causato molti allagamenti, mi chiedo cosa succederà se pioverà ancora. E che utilità hanno vasche a canali ormai pieni di rifiuti ed erbacce? Il rischio per la vita dei cittadini è alto e nessuno della Regione viene a vedere in che situazione siamo. Si occuperanno di noi solo se si ripeterà una tragedia".

http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2009/10/09/sarno_fango_pioggia.html


SERRE

LA POLIZIA CARICA I MANIFESTANTI INERMI.

Il disgusto è totale. Continua a scavarsi un solco incolmabile tra la classe politica, sorda a qualsiasi istanza civile, e i cittadini. A fronte di tutto questo le cariche di poliziotti e carabinieri contro i cittadini di Serre hanno il sapore della vergogna.

Per capire fino in fondo la drammaticità di quanto sta avvenendo a Serre, riportiamo alcuni stralci di un resoconto di Fabio Alemagna, componente del Comitato Allarme Rifiuti Tossici Campania, che è stato a Serre dalle 15 di Venerdì ed ha vissuto le cariche di Sabato mattina:

"Sono appena tornato da Serre, Ero lì dalle 15 di ieri... Cosa dire, la situazione al momento in cui abbiamo lasciato il campo era abbastanza tranquilla, dopo che c'erano state 3 cariche nella sola giornata di oggi, tutte al di fuori degli accordi stipulati tra il prefetto Pansa ed il senatore Sodano, secondo il quale nulla sarebbe dovuto accadere fino alle 12 di oggi - a dimostrazione di quanta poca credibilità abbiano le istituzioni.

Alle 7.30 circa di stamane, un plotone di poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa si è fatto avanti con velocità, all'improvviso, prendendo alla sprovvista i pochi presenti. La prima carica è stata abbastanza violenta, con alcuni esponenti delle forze dell'ordine che si sono lasciati andare agli istinti animali più profondi, manganellando a sangue un povero vecchietto o scaraventando in un vicino dirupo (per fortuna non troppo scosceso), alcuni manifestanti. Io stesso sono stato preso di peso, dopo aver resistito non poco, e scaraventato su una catasta di lamiere, con i rischi che potete immaginare.

Dopo questa prima carica, le forze dell'ordine hanno sfondato quindi il presidio e presone il possesso, ma intanto la gente cominciava ad affluire dal paese e presto si sono radunate molte centinaia, se non un migliaio circa di persone. Le forze dell'ordine ci hanno separato su più fronti, venendosi a trovare esse stesse nel mezzo. Ad un certo punto si devono essere rese conto della situazione paradossale che s'era venuta a creare (in pratica, eravamo noi a circondare loro!) e sono arretrate, lasciandoci lo spazio per poterci aggregare agli altri manifestanti. Ed è stato allora che si sono susseguite le due nuove cariche, quando i manifestati si sono assemblati in gran numero lungo la strada - in discesa, tra l'altro - che porta alla ex cava e (speriamo di no) futura discarica.

Di nuovo, a quel punto, le forze dell'ordine, in tenuta antisommossa, hanno tentato di sfondare il muro di persone che gli si erano parate davanti, tutte sedute per terra in modo da offrire meno spazio agli attacchi. La tattica, da parte dei manifestanti, è stata semplice quanto geniale: tenendosi stretti, seduti a terra, aggrappati gli uni alle braccia o gambe degli altri, hanno resistito quanto più possibile alle forze dell'ordine che tentavano di strapparli a quella che era una vera e propria rete umana stesa sul suolo.

Man mano che, con molta fatica, una fila di persone riusciva ad essere smembrata, subito queste persone andavano all'altro capo del gruppo di manifestati, facendo sì che a terra ci fosse sempre lo stesso numero di persone e rallentando moltissimo l'avanzata delle forze dell'ordine e dei camion pieni di materiali che le seguivano.Durante entrambe le cariche che, in questo contesto, si sono susseguite a distanza di svariati minuti, ci sono stati momenti di alta tensione dovuti a comportamenti non corretti da parte delle forze dell'ordine, che hanno sferrato pugni, manganellate, o tirato capelli a chi era seduto per terra, causando delle "mini rivolte" che con fatica si son riuscite a sedare.

In quei momenti vigeva la paura costante che qualcosa di brutto potesse accadere, in special modo alle persone anziane che si venivano a trovare all'interno di una vera e propria morsa tra i manifestanti e le forze dell'ordine.Dopo la seconda carica, è cominciata a girare la voce che addirittura fosse caduto il governo, generando l'esultazione generale della popolazione, voce poi ridimensionata a semplice "minaccia" di dimissioni da parte di Pecoraro, Ferrero [...]. Fatto sta, che dopo la seconda carica l'elicottero che costantemente supervisionava le operazioni dall'alto si è ritirato, dando adito ai manifestanti di pensare che effettivamente la situazione potesse risolversi in maniera positiva per loro.

Dopo la seconda carica, è giunto sul luogo il senatore Sodano. Non ha rilasciato dichiarazioni al pubblico, ma è stato preso subito d'assalto dai giornalisti e dai sindaci dei comuni di Serre e limitrofi, i quali lo hanno accerchiato per lungo tempo. [...] Il tutto si è poi allentato: le forze dell'ordine hanno levato i caschi dalle loro teste e si sono sparpagliate, lasciando liberi i manifestanti di muoversi a piacimento... Sembrava che davvero tutto fosse finito, non fosse stato per la grande tensione che si respirava nell'aria, elettrica, anche a causa dell'incertezza riguardo a cosa stesse veramente accadendo e perché, all'improvviso, le forze dell'ordine sembravano desistere. [...]
Si conclude quindi qui il mio resoconto della giornata di oggi, fino alle ore 12 circa. [...]

Ci sarebbero delle considerazioni da fare sulle forze dell'ordine e sul modo in cui queste hanno vissuto il decorso degli eventi. C'era chi, tra i carabinieri, quasi piangeva mentre diceva che quella era stata la prima volta che aveva visto le lucciole in vita sua (durante la notte di ieri), come c'era chi si atteggiava a duro, mostrando i denti e facendo incontrare il suo pugno contro il viso di Paolo, oppure smettendo il suo casco e scudo e dirigendosi verso di me minacciandomi di "inturzarmi di paccheri". [...]" Il governo, come si legge dalle parole di Fabio Alemagna, decide di risolvere il confronto con le popolazioni locali facendo ricorso alla forza bestiale delle cariche: polizia, carabinieri e tra poco esercito contro cittadini disarmati che manifestano semplicemente il loro dissenso per 13 anni di politica scellerata.

http://italy2.peacelink.org/editoriale/articles/art_21613.html


TRAMONTI

Costiera Amalfitana, denunciati gli amministratori comunali di Tramonti per speculazione Conservatorio del '600

Un'intera maggioranza comunale coinvolta in un raggiro allo Stato, ai danni del patrimonio collettivo.

Un ufficio tecnico che avalla progetti fasulli.

Un ex direttore generale del Ministero delle Infrastrutture reo di mancato controllo.

Al comune di Tramonti sono arrivati i primi avvisi di garanzia, firmati dal sostituto procuratore Roberto Penna, che contestualmente ha fatto sottoporre a sequestro preventivo d'urgenza, alla Guardia di Finanza di Salerno, l'oggetto della speculazione: l'antico Conservatorio dei SS.Giuseppe e Teresa del 1662, bloccando anche la somma del finanziamento ottenuto, di euro 2.101.900.78, già pronta presso la sede romana della Banca d'Italia.

Oltre al sindaco e all' ex direttore generale del ministro Di Pietro, destituito dal suo incarico, sono state denunciate all'autorità giudiziaria il responsabile dell'ufficio tecnico del Comune, la giunta e tutti i consiglieri di maggioranza che in quel 6 settembre del 2006 votarono a favore del cambio di destinazione d'uso. Avallando di fatto l'intera operazione illegale e rendendosi “complici” dell' azione speculativa ai danni dello Stato.

I reati contestati vanno dall'abuso d'ufficio, al falso ideologico commesso da pubblici ufficiali in atti pubblici, alla falsità ideologica.

 Questa la cronaca dell'indagine della Procura di Salerno, dopo mesi di consulenze tecniche e dopo aver setacciato delibere e documentazione prodotta dal comune. Ma l'azione 'investigativa non finirà qui: ci sono grovigli ancora da districare e tante domande ancora da chiarire.

Questa invece la storia dell'inchiesta giornalistica partita a marzo del 2007, dopo la lettura di una delibera consiliare, e dalla conoscenza della storia di questo monumento, tra i pochi rimasti ancora integri nel comune di Tramonti: la delibera è sempre la numero 23 del 6 settembre 2006.

La sua lettura ci ha posto subito dinanzi a inquietanti interrogativi, così come gli atti amministrativi che si sono poi succeduti.

In quel documento si legge che “il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Dipartimento per le Opere Pubbliche e per l’Edilizia – Direzione Generale per l’Edilizia Residenziale e le Politiche Abitative con propria nota del 2 settembre 2002 (…) ha trasmesso copia del Decreto di assegnazione al Comune di Tramonti, ai sensi dell’art.3 1°comma (lett.q) della legge 5 agosto 1978 n°457 la somma di euro 2.582.285 in conto capitale da prelevarsi dalle disponibilità relative al triennio 1996/1998 per il recupero di n.26 alloggi pubblici danneggiati dal sisma del 1980…”.

Ma quali sarebbero dovuti essere questi alloggi terremotati, visto che nel Conservatorio esistevano solo celle, corridoi, un'antica cucina maiolicata, e una cappella?

E rifacciamo la domanda usando le parole di Gian Antonio Stella editorialista di punta del Corriere della Sera (18 aprile 2007), anch'egli intervenuto subito dopo la visione del video su youtube per denunciare quanto era in atto: “... come è possibile votare per il recupero di 26 alloggi sostenendo che già l'educandato era stato trasformato in una specie di condominio e contemporaneamente votare il cambio di destinazione d'uso del bellissimo convento?...”.

Ma il consiglio comunale non ha dubbi, né tentennamenti, né c'è qualcuno dei consiglieri che si alza e grida allo scandalo.

Si vota invece all’unanimità, con solo due astensioni (i due consiglieri di opposizione Amodio e Taiani), “la variazione di destinazione d’uso dell’immobile denominato Conservatorio dall’attuale destinazione urbanistica “F” Attrezzature e Servizi con destinazione C “Conservatorio” nella nuova destinazione d’uso residenziale…”.

Ma, ovviamente, l'iter dell'inganno non finisce qui.

Dalla variante urbanistica fatta il 6 settembre, sarebbero dovuti trascorrere 90 giorni per eventuali osservazioni, ma il 18 settembre la giunta comunale presenta il nuovo piano economico per il Conservatorio, e il 26 settembre si indice già il bando di gara per l’appalto dei lavori, con scadenza il 15 novembre 2006. E così c'è anche una ditta edile che ha vinto il bando e che stava per eseguire i lavori, tanto che i tecnici a marzo del 2007 si recarono anche sul posto per visionare l'immobile.

Chi risponderà anche di quest'altro danno economico, che eventualmente la ditta vincitrice dei lavori, chiederà all'amministrazione comunale come risarcimento?

C'è ora ancora da chiedersi e da controllare, cosa abbia “approvato” la Soprintendenza di Salerno con quel “decreto di approvazione per i lavori di recupero e riqualificazione del complesso edilizio del Conservatorio...”. Sono stati presentati, in base agli enti, diversi progetti?

Così come c'è da domandarsi quale siano state le responsabilità anche dell'Autorità di Bacino Destra Sele che si è vista presentare una “relazione geologica e studio di compatibilità degli interventi progettuali”. Nessuno ha controllato ciò che arrivava sulle rispettive scrivanie?

Intanto un ruolo determinante l'ha svolto anche la mobilitazione dei cittadini che ad aprile 2007 sottoscrissero una petizione, tramutatasi poi in un “esposto” alla Procura di Salerno, (con più di 300 firme) per chiedere il sequestro dell'immobile, “per salvarlo dalla speculazione in atto”.

Una vera rivolta popolare. Silenziosa, senza barricate, ma efficace e determinata ad andare avanti.

Le future generazioni, forse, ringrazieranno.

http://www.ecostiera.it:80/index.php?option=com_content&task=view&sectionid=3&id=1312&Itemid=1&idvis=1