di Antonio Giangrande

(Inchiesta basata su atti pubblici e/o di pubblico dominio. Le fonti sono lincate).


SUSA

TAV, scontri e pestaggi. La polizia aggredisce i presidianti.

Pubblichiamo il racconto di una notte di violenza ingiustificabile. I fatti DOVRANNO essere chiariti!

Susa.(TO) 6 Dic. 2005. "... Telefono all'amico assediato: racconta che sono circondati nel prato.

Alle 3.30 è partito il blitz: le forze dell'ordine hanno svegliato a calci e manganellate sulla tenda chi dormiva nella tenda. Il vicequestore Sanna, in preda a delirio da coca o amfetamine, sale su una ruspa e sprona il macchinista contro la barricata con la gente sopra, urlando gli uomini "ammazzateli tutti".

Alle quattro la chiamata: "sono a Venaus, stanno picchiandoci tutti a sangue".

Sono le 5 e qualche centinaio di persone si assiepa davanti ai militari in assetto antisommossa. Lontane le urla strazianti dei presidianti. Telefono all'amico assediato: spiega che sono circondati nel prato di fronte al presidio, dove sono finiti dopo un'inseguimento con i manganelli alzati. I presenti mi raccontano che alle 3.30 è partito il blitz: le forze dell'ordine hanno svegliato a calci e manganellate chi dormiva in tenda.

Il vicequestore Sanna, salito su una ruspa sprona il macchinista contro la barricata con la gente sopra, urlando agli uomini "ammazzateli tutti" (registrato con un telefonino, spero che quell'uomo possa pagare per quello che ha fatto). Quando siamo lì gli assediati sono in due gruppi in due prati, stretti e colpiti ripetutamente da manganellate e calci, a difendersi con le mani in alto.

Le ambulanze dopo parecchio tempo finalmente permettono di soccorrere i feriti. Giornalisti manco a dirlo assenti, la RAI arriva verso le 5.30 ed è subito bloccata dalla polizia. Un signore, conosciuto al presidio passando insieme mezza giornata di pulitura dei prati dai rifiuti di plastica dispersi nell'ambiente nella manifestazione del 30, una delle persone più pacifiche che abbia mai conosciuto, è stato duramente colpito in testa ed alla nuca.

Dopo poco il cordone della polizia si stringe di colpo contro di noi per fare passare i mezzi di rinforzo per massacrare ancora i 50 poveracci ostaggi nei prati. Non ci muoviamo e stiamo con le mani in alto. Botte, botte, botte, rabbia infinita. Pensionati iniziano a lanciare sassi, tanti colpiscono a calci il pullman. Le botte aumentano, poi passati i mezzi si fermano.

Arrivano gli assediati, rilasciati. Il terrore è nei loro occhi, l'amico sragiona, ha paura e vuole scappare, gli occhi sbarrati, e quasi tutti hanno preso botte. La gente è sempre più inferocita, gli sms girano per tutta la valle. Un signore con il cappello da alpino colpito nella carica si contorce a terra, dopo un bel po' la polizia lascia passare i barellieri ma non l'ambulanza, lontana.

Nella giornata si susseguiranno le voci di un coma, ma per conoscenze appuriamo che non è vero. In molti abbandoniamo Venaus, tutte le fabbriche, le scuole, i negozi sono in sciopero. Si organizzano i blocchi: autostrada a Venaus: arrestati tutti subito. Bussoleno strade e ferrovia Susa autostrada S. giorio autostrada Avigliana ferrovia Almese autostrada.

Noi andiamo a Bussoleno.

C'è gente che prepara barricate, la polizia arriva, poi si ritira, poi arriva dall'altra parte. Qui c'è una barricata, arrivano armati fino ai denti, si fermano dietro alla barricata. Iniziano a sradicarla. Qualcuno butta palle di neve, poi due copertoni, poi la carica su donne, uomini, vecchi con le mani alzate.

Chi ha la macchina fotografica viene colpito all'apparecchio e poi alla testa. Una coppia di ragazzi sui 35 anni (lui e lei) rimangono in mezzo, pestati da 4 poliziotti. Tutti accorrono, gridano, le prendono. Botte, botte, botte.

Arrivano notizie dagli amici di pestaggi violenti a San Giorio, Avigliana (voce di un morto, da confermare), Susa, ad Almese con i parroci in testa. Arriva notizia che pensionati a San Giorio stanno facendo barricate sull'autostrada abbattendo alberi e guardrail. Hanno bisogno di aiuto, moltissimi accorrono.

Tutta la valle è mobilitata. Ora (16.28) sono qui per far sapere al mondo ciò che sta accadendo, amici sono a San Giorio, dove mi dicono che continuano le cariche ed i pestaggi sulla popolazione inerme, migliaia di persone.

VERGOGNA!

Dopo il blitz notturno con cui Polizia e carabinieri hanno rimosso il presidio di Venaus contro la Tav in Valle di Susa, è il momento delle polemiche.

Antonio Ferrentino, presidente della Comunita' Montana Bassa Valle Susa e tra i protagonisti della protesta anti Tav, chiama in causa il governo e accusa: "Il ministero dell' Interno ha delle precise responsabilità nel blitz avvenuto nella notte. La sua violenza è stata inaudita. La gente inerte, sotto le tende, e' stata presa a manganellate, senza alcun preavviso".

Sul piano politico, si schierano con i manifestanti i sindaci della Valle di Susa, la Cgil, Rifondazione comunista, i Verdi, che chiedono al governo di riferire in Parlamento sull'accaduto.

Ma il leader dell'Unione romano Prodi incalza il governo:"La decisione del ministero dell'Interno di sgomberare con la forza il cantiere della Tav è un grave errore che produce solo esasperazione in una situazione già critica. La via giusta non può essere che quella del dialogo con la popolazione per superare insieme la situazione di difficoltà".

La denuncia di Ferrentino
"Un mio consigliere di 65 anni che dormiva sotto una tenda - ha raccontato Ferrentino - è stato colpito. Non si tratta così la gente. Non avrei mai pensato che potessero arrivare a tanto in uno Stato di diritto. Bastava un preavviso di dieci minuti per consentire alle persone di allontanarsi". "Quella di stanotte è stata una decisione politica. Così hanno incendiato la valle Susa".

Il racconto di un testimone: "Presi a manganellate"
"Intorno alle 3,30 - racconta il fotografo Alessandro Contaldo, che si trovava al presidio i Venaus - sono arrivati una trentina di automezzi delle forze dell' ordine che hanno scaricato un migliaio tra agenti e carabinieri in assetto antisommossa. E' iniziata subito una carica ed anch'io sono stato colpito da alcune manganellate".

La protesta dei sindaci
Dopo l' operazione di polizia e carabinieri sono saliti al presidio, a piedi, anche alcuni sindaci della zona, quelli di Venaus, di Sant'Ambrogio, di San Didero e di Bruzzolo. "Ci sentiamo traditi - hanno detto - siamo indignati, qui la gente difendeva solo il proprio territorio. Questo è il fallimento della democrazia".

Sindaco Venaus: "E' il fallimento della politica"
Quello che è accaduto nella notte è il fallimento della politica: a sostenerlo sono i sindaco di Venaus, Nilo Durbiano e il presidente del Consiglio provinciale, Sergio Vallero. Amareggiato, il primo cittadino dichiara che "la politica ha fallito per l'enorme presunzione di chi sta a Roma e a Torino" e che "adesso, in queste condizioni, il dialogo diventa sempre più difficile". "Ha colpito - prosegue il sindaco - la violenza dell'operazione di sgombero. Hanno abbattuto le tende, usato i manganelli, ma le nostre ragioni non si abbatteranno con i manganelli".

Cgil: "No alle azioni violente"
"Così no. Non si possono accettare forzature che comportino il ferimento delle persone, perché questo impedisce il confronto razionale di opinioni, il dialogo e la ricerca di soluzioni condivise a cui non c'è alternativa. La Cgil condanna tutte le forzature e le azioni violente. Fermatevi". E' il commento di Vanna Lorenzoni, segretaria generale Cgil Torino, ai fatti accaduti nella notte.

Bertinotti: "Fatto di gravità inaudita"
"Un fatto di gravità inaudita si è verificato in Val di Susa. La Repubblica italiana mostra alle popolazioni della Valle un volto che contrasta con la sua ispirazione democratica e con l'anima della Costituzione". Così Fausto Bertinotti commenta gli ultimi avvenimenti, e la reazione delle Forze dell'ordine al presidio dei manifestanti contro la Tav.

http://www.rainews24.rai.it/Notizia.asp?NewsID=58399

http://www.mountwild.it/mw/news/displaynews.php?idnews=89


TORTONA

Visite mediche obbligatorie per i magistrati". Perchè un pm stressato e depresso è pericoloso: può arrivare al punto di manipolare interrogatori e verbali. La proposta è del parlamentare Maretta Scoca e il riferimento è al caso - Cuva, l'ex procuratore di Tortona, titolare dell'inchiesta su quel manipolo di sbandati che lanciando sassi dal cavalcavia uccisero Maria Letizia Berdini. Cuva ammise di aver spinto una testimone ad accusarsi e di aver poi modificato i verbali giustificandosi cosi': "Nel '91 ebbi un gravissimo esaurimento nervoso. Sono ancora in cura da uno psichiatra".

Domanda: ci sono sufficienti garanzie su chi rappresenta la giustizia? Non per Maretta Scoca, che i magistrati vorrebbe mandarli dal dottore periodicamente. "E bisognerebbe introdurre la dispensa temporanea dal servizio quando sia provata l'inidoneità psicofisica del giudice".

L'Associazione nazionale dei magistrati risponde che è una "proposta provocatoria". "Garanzie e controlli ci sono - sostengono all'Anm -. La vigilanza si esplica attraverso il sistema disciplinare e quello delle valutazioni. E c'è anche un controllo sociale, quello dell'opinione pubblica". Una provocazione ma non del tutto, secondo il pm di Venezia Carlo Nordio, contrario alle visite mediche periodiche, ma favorevole a verifiche psicologiche e psicoattitudinali per chi entra in magistratura e per chi passa da una funzione all'altra, per esempio da pm a giudice. "Esiste in materia - ammette Nordio - un certo vuoto normativo". Che fine fara' l'ex procuratore di Tortona, per il quale  è stato chiesto il giudizio immediato e la sospensione dall'Ufficio? Lui (in aspettativa per motivi di salute), quando ammise di "aver perso la testa" disse: "A Tortona non ho intenzione di tornare. Ma potrei passare a una funzione giudicante". Da pubblico ministero "esaurito" a giudice "esaurito". Vedremo.

http://archiviostorico.corriere.it/1997/dicembre/01/Caso_Cuva_gia_polemica_Visite_co_0_97120111769.shtml